Porsche Mission E: spiata in Finlandia nel corso dei test

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Un modello targato Porsche si aggira tra le bianche e gelide distese della Scandinavia. Quella che a prima vista ha l’aspetto di una Panamera, dalle curiose e insolite dimensioni compatte, dovrebbe in realtà essere un muletto assemblato, con il solo obiettivo di testare e verificare la piattaforma indirizzata all’edizione di serie della Mission E, la prima vettura dinamica elettrica che il gruppo tedesco esporrà nel 2020.

A differenza della serpeggiante concept, già vista nel 2015, questo muletto è naturalmente qualcosa di completamente diverso. Carreggiate e andatura sono molto differenti rispetto alla Panamera di serie, visto che le verifiche sono momentaneamente ristrette alla piattaforma e all’elettronica di controllo. Perfino l’assetto risulta più elevato del solito per via delle batterie, con l’intera parte inferiore della carrozzeria estesa artificiosamente verso la strada.

La certezza sulla natura del modello logicamente non c’è, ma la Mission E sembra essere l’opzione più effettiva. Gli indizi potrebbero far alludere anche a un’innovativa crossover, ma gli adesivi di pericolo stampati sulla carrozzeria in richiamo alla corrente elettrica, rappresentano un indizio di non poco conto.

La Mission E Concept, che ha introdotto validi e importanti componenti di design, sia per quanto concerne la carrozzeria sia per l’ergonomia dei suoi interni, ha suscitato a suo tempo, non poco scalpore per le sue esclusività tecniche. Con un propulsore elettrico per asse, la sua potenza totale si aggira intorno ai 600 CV, intanto che un nuovo sistema di ricarica ultra-veloce, ideato e fabbricato dalla stessa Porsche, renderebbe possibile il recupero dell’80% dell’autonomia, in appena 15 minuti. Ovvio e scontato anche il riferimento del giro al Ring: al di sotto degli 8 minuti, come solo a una sportiva di Stoccarda è in grado di fare.

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